martedì 10 novembre 2009

Monopoli


Oggi sono piuttosto di corsa, ma su martedì 10 non c'è molto da raccontare. A parte -suspance- l'imprevisto. Piuttosto interessante, per la verità.
Convocazione universale in un'aula: il direttore deve fare una comunicazione. Si tratta del calendario 2010 del CSG. Che, essendo oramai novembre, naviga in acque piuttosto basse. Due settimane di tempo per produrre una bella illustrazione. Il tema? Non c'è ancora un titolo preciso, lo stanno decidendo ora mentre scrivo, ma dovrebbe riguardare la diversità e l'accettazione del diverso, unitamente a qualcosa sul "punto di vista". Tra qualche tempo vi aggiornerò.
Si è poi parlato della mostra sulle Macchine Inutili, organizzata fra gli altri dal CSG, che si inaugura questo venerdì. Vietato mancare. Soprattutto perché sono settimane che lavorano al buffet.

lunedì 9 novembre 2009

Sempre la stessa vecchia storia


Abbiamo cominciato a progettare. Momento atteso a lungo, e a lungo pregustato: l'estasi creativa, il mettersi alla prova, le idee che scaturiscono vulcaniche, la genialità che finalmente trova il suo sbocco! Bellissimo!
Non fosse che io ed il mio amico Mihai ci ritroviamo, come due allocchi, a guardare fisso il monitor, con un bel punto di domanda, e una grande goccia di perplessità stampata in viso.
In questo momento, guardando la bozza di quello che sarà il mio lavoro, provo una specie di blocco. Come se lo sguardo incontrasse qualcosa di oscuro e indefinito, molto grande, tanto da risultare disorientante. E il bello è che quest'ostacolo lo percepisco molto bene! ma non riesco a scartare di lato, come invece fa il bufalo. Credo che il problema siano i famosi "riferimenti", e il come gestirli: ne ho fatto scorpacciata, e questa scorpacciata si sta rivelando un'indigestione.
Dovrò tenere un atteggiamento selettivo: dare importanza ad alcuni, tralasciarne altri, cercare una libertà e una tranquillità nel comporre quel che resta. Vedere cosa mi piace e cosa non mi piace in quello che ho sotto gli occhi. Scomporre e semplificare. Analizzare lucidamente.
Sarà una bella lotta, tentare di acquisire un metodo, e nessuno ha mai detto che fosse facile. Ma è una prova, e già il fatto di cominciarla è un assaggio del sapore che riserverà una volta conclusa.

ps: Ho comunque la gioia di pubblicare alcune rarità. Quelli che vedete sono schizzi personali del Maestro Faleschini, e ce n'è ben due! Abbiamo anche cercato, più e più volte, di strappargli anche l'autografo, ma sempre ci ha snobbati sussiegoso. Il corso è ancora lungo...

venerdì 6 novembre 2009

Movida

Un venerdì piuttosto destrutturato. Ma solo per confermare una tendenza manifestatasi già all'inizio della settimana.
Lunedì al cardiopalma.
Martedì sonnacchioso.
Mercoledì niente dreamweaver.
Giovedì niente comunicazione / e arrivo della nuova compagna di corso Valentina.
E arriviamo a oggi. Abbiamo potuto dare un occhio alle immagini per il manifesto vintage, e fortunatamente circoscrivono il campo di riferimento agli anni '40 e '50. Poi lezione di prestampa, per capire come qualche centimetro in più o in meno possa far danzare la fattura di alcune migliaia di euro.
Se qualcuno, a mezzogiorno, mi avesse detto che questo venerdì sarebbe finito, probabilmente non gli avrei creduto. Ma sono le otto e venti e fortunatamente i fatti mi danno torto. Così corro a casa. E in questo fine settimana di pioggia, avrò molto tempo libero per ignorare le migliaia di immagini del dopoguerra che ho faticosamente radunato.

giovedì 5 novembre 2009

Ricordi di gioventù

Si riprende la progettazione. O meglio, si comincia. E con un tema tutt'altro che leggero: The Wonderful Vintage Market.
Del vintage non so molto, perché mio malgrado non sono incline a seguire le mode. Dunque dovrò improvvisarmi esperto ed entusiasma del tema. E magari mi calerò talmente nella parte da venirne fuori così.
Questo vintage è piuttosto disorientante perché non è ben definito. Anni '50-'60-'70? Anni '80? Qualcuno dice pure... anni '90? Per questa vintage-democrazia, dovrei sentirmi un po' vintage anch'io. E allora posso provare a cercare qualcosa di utile sgarfando fra i miei ricordi.
Vediamo un po'. Mia mamma con la permanente ed i capelli cotonati (credo di aver capito a 15 anni come li avesse di natura). I suoi moon boot blu, bianchi e rossi, che riposano ancora in soffitta. Il borsello in pelle del papà. La peugeot color panna, che leggenda vuole si sia spenta sul passaggio a livello di Sottocastello.
Ci sarebbero altri ricordi, anche piacevoli, come ad esempio i mocassini bianchi con le nappine che ho dovuto subìre per qualche anno. Ma non credo mi siano molto utili perché risalgono al periodo successivo, quand'ero già un giovane yuppie nell'Artegna Da Bere.

mercoledì 4 novembre 2009

Amicizie


Da oggi ho un nuovo amico. Un amico che saprà consigliarmi sulla misura giusta delle cose. Assieme a lui non potrò più esagerare o prendere sottogamba la realtà che ho sotto gli occhi.
Questo amico è il tipometro. È una specie di righello per capire quanto grandi sono le lettere stampate su qualcosa, in modo da ricopiarle giuste. Ha una scala in punti tipografici ed una in millimetri, così lo si può anche usare come decimetro. E oltre a questa, nasconde altre innumerevoli risorse che scopriremo un poco alla volta.
Il tipometro... ci conosciamo da poco, ma siamo già buoni amici.

martedì 3 novembre 2009

*


Giornata uggiosa, anche se allietata dall'arrivo della prima neve. La mattinata è cominciata con due ore di navigazione su database di immagini, fra cui ho trovato le foto del mio amico Paolo. Devo informarmi anch'io sul sito più conveniente per vendere le mie. Successivamente, indesign. Ero proprio stufo di disegnare cosine in nero e, colpo di scena! si dà spazio ai colori: abbiamo aggiunto il blu. Scherzi a parte, il ridisegno su template e la possibilità di creare campioni generali (?) sono cose molto interessanti.
Invece, quella che vi propongo sopra è più o meno la vista standard che si ha dal CSG. Essendo circondato da campi di calcio, si vuole evitare la scena del raccattapalle di turno attaccato al citofono ogni piè sospinto. Così c'è quest'enorme rete da pesca che cattura lo sguardo ogni volta che lo si alzi.

lunedì 2 novembre 2009

Questione di carattere

Mattinata dedicata ai caratteri. Cinque ore di caratteri. Non immaginate quanto questo possa essere entusiasmante.
I caratteri si dividono in un sacco di famiglie, tutte molto unite. In queste famiglie alcuni sono grassetti, altri di corpo medio, altri ancora magri. Alcuni sono alti ed altri bassi. Sono diversi ma, essendo parenti, si somigliano. Le famiglie abitano in gruppi diversi: gotici, romani, lineari, egizi, e ciascuno all'interno del suo gruppo somiglia un poco ai suoi compagni. Questi gruppi hanno un temperamento diverso: alcuni sono molto educati, sempre pieni di grazie, altri invece freddi e distaccati come svizzeri. Generalmente si comportano bene, ma quando si ritrovano in molti amano fare un po' di confusione.
I caratteri possono essere buoni amici, l'importante è ricordarsi di non trattarli come caratteri qualsiasi.